شباب حلب

مرحبا أصدقائي، كيف حالكم؟

آسفة صار لي زمنا ما كتبت لكم ربما تعرفون الاسباب فالأحداث كثيرة ومتوالية والخوف متواصل نعيشه ليل نهار.

سأقص عليكم حكايات ربما تعجبكم بالرغم من كونها مأساوية ومؤلمة، أجل أصدقائي فالنظام كان يراهن على مدينة كبرى وهي ثاني مدن سوريا (حلب) كان يظنها أنها لن تتحرك ولن تتأثر بالحراك الشعبي وأن اهلها لا يمكن أن يشعروا بآلام اخوتهم السوريين في المدن الأخرى.

أخطأووا كثيرا فلقد بدأ الحراك الشعبي في حلب والبركان الكبير سيكون من هناك، تحرك الشباب الأحرار في الجامعة وما استطاعوا السكوت والبقاء على الحياد تجاه ما يلقاه اخوتهم ورفاقهم في باقي الجامعات.

بدأت هتافاتهم تعبر السماء وأصواتهم تصم آذان الحكام الظّلام، رفضوا أن يكونوا يدا للنظام يبطش بها ويقتل اخوتهم وزملائهم.

علم المسؤولون بحراك شباب حلب الأحرار فقابلوهم بأشد انواع القسوة والارهاب، دخلوا عليهم المدينة الجامعية، أخرجوهم كلهم ولم يبقوا أحدا منهم وذلك في ليل مظلم عندما كانوا نياما، بعض هؤلاء الشباب تخيلوا: فضّل أن يرمي بنفسه من النافذة ومن الطابق الرابع على أن لايقع في ايدي هؤلاء المجرمين الذين يقتلون كلّ من يقف بوجههم للدفاع عن نفسه ، قتلوا أربعة شباب جامعيين فقط لأنهم هتفوا ضدّ هذاالطاغية الظالم (بشار الأسد) ويوما بعد يوم تكبر الهوة بين هذا النظام الفاسد وبين الشعب على الأخص فئتنا نحن الشباب، وأغلقت الجامعة، وتعطلت الدراسة مع أن الامتحانات على الأبواب.

لايهمهم مستقبل الشباب، لايهمهم ان أغلقت الجامعة ، كلّ مايهمهم البقاء في السلطة والحكم حتى لو قتلوا الشعب كلّه، لكن مايبعث الأمل في قلوبنا جميعا أن الطلاب في حلب ومع بعض الأساتذة يلتقون خفية ويتابعون دراستهم بعيدا عن قاعات الجامعة، استعدادا للامتحانات ،فلربما يقرر رئيس الجامعة عودة الدراسة لمتابعة المسير.

أصدقائي الشباب: أعتقد أننا مثلكم قلوبنا مليئة بالأمل والرغبة في العمل والتحصيل العلمي لكننا نختلف عنكم في أننا تحت حكم رجل ديكتاتور لايفقه من الأبجدية الآ القتل والتدمير. نعدكم بأننا سنسير على درب النّضال لنيل حريتنا وكرامتنا ولننقل بلدنا الغالي الى مرتبة تليق به، ولننتقل نحن الشباب الى مستوى من العيش الحر الكريم يليق بنا كشعب له حضارته وثقافته وعلومه.

كل ّ ماكتبته لكم وصلني من اصدقائي في حلب وهم يرسلون لكم احر السلامات.

سأوافيكم بأهم الأخبار فيما بعد.

الى اللقاء،
صديقتكم عليا

Annunci
di Redazione Good Morning Syria Inviato su عليا Contrassegnato da tag

“Bashar al-Kalb”

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Sono contenta di avere nuovamente la possibilità di scrivervi, cari amici.
Oggi voglio parlarvi di un fatto molto importante, che mi sta profondamente a cuore e che riguarda anche voi e i vostri governi. Vi parlerò della necessità di armare l’esercito libero!

Purtroppo, ancora nessuno è disposto a difendere i ribelli che stanno proteggendo a’rad al-sha’b (“l’onore del popolo”). La comunità internazionale non interviene per paura che la situazione sprofondi in una guerra civile.
I governanti di tutto il mondo dovrebbero però sapere che nessuno di noi sta combattendo per passione, ma per raggiungere uno scopo molto più alto e giusto: vogliamo la libertà dalla tirannia.

I nostri ragazzi non provano alcun gusto ad uccidere, a differenza delle bestie leali ad Assad.
Noi siamo i giovani, e per conquistarci un futuro dignitoso dobbiamo ribellarci e combattere. Amiamo la nostra gente, di ogni etnia e fede, e non vorremmo mai ritrovarci a fronteggiare un nostro fratello.

Tutti i governi, inermi, stanno accettando che Iran, Russia ed Hezbollah interferiscano nelle sorti della nostra amata Patria. I servizi di questi paesi partecipano all’uccisione della nostra gente, ci cacciano dalle nostre case e dalle nostre terre senza che nessuno ci conceda protezione o ci dia la possibilità di difenderci.

Wa-llahi, giuro, li ho visti con i miei occhi. Soldati iraniani, armati fino ai denti, hanno bloccato le strade del mio quartiere per permettere il passaggio di una grossa bara di legno.
Una di quelle che solitamente vengono usate per trasportare cadaveri, ma Dio solo sa cosa vi si nascondesse dentro. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedere, nessuno si è avvicinato. Le loro grosse armi erano puntate contro la gente che assisteva immobile, aspettando che quello strano corteo passasse oltre.

Come posso essere certa che fossero iraniani? Il motivo è semplice: è stato il loro aspetto a rivelarmi la loro identità.
Portavano barbe lunghe, proibite per i soldati dell’esercito siriano. I loro vestiti erano completamente neri, dalla testa fino ai piedi. Le armi che maneggiavano erano diverse da quelle che gli uomini di Assad sono soliti puntarci contro. Infine, questi soldati sono rimasti in silenzio per tutto il tempo, cosa decisamente inusuale per gli shabbiha e le altre bestie al servizio del governo, i quali non mancano mai di urlare, bestemmiare ed inveire contro di noi.

Gli iraniani possono uccidere i nostri fratelli e partecipare alla distruzione del territorio siriano, mentre ai ribelli non è concesso neanche di manifestare il dissenso. Non viene riconosciuto loro alcun diritto di difendersi, di scegliere il proprio destino, di ricercare la felicità.

Wa-llahi, wa-llahi, wa-llahi, lo giuro su ciò che ho di più caro al mondo: la nostra rivoluzione vincerà anche se dovesse protrarsi all’infinito. Anche se giorni più bui e tristi di questi ci sorprenderanno. La nostra lotta continuerà, perché se non riusciremo a fermarlo Bashar al-Kalb (il cane) continuerà a commettere crimini ed ingiustizie.

Lo dobbiamo fare, non abbiamo altra scelta. Stiamo lottando in difesa della nostra dignità e per conquistare un briciolo di libertà. Stiamo combattendo chi continua a sostenere l’ingiustizia, chi occupa ormai da anni con l’inganno un posto che non gli appartiene.

Vorrei potervi parlare anche di me, della mia famiglia e della mia vita in generale.
È molto rischioso, ma ci proverò presto.

Voi non temete, vi darò ancora mie notizie.
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa Contrassegnato da tag

“Bashar al-Kalb”

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Good morning Syria! This is my cry!

I’m glad I’ve got the chance to write to you again, dear friends.
Today I want to tell you about a very important question, something I really care about and that also concerns you and your governments. I’ll tell you about the need for an arming of our free rebels!

Unfortunately, no one is willing to support the rebels who are now fighting for a’rad al-sha’b (“the people’s honour”). The international community is not intervening for fear that the situation turn into a civil war.
Rulers around the world should know, though, that none of us is fighting out of a passion, but for a far greater and more legitimate goal: we want freedom from tyranny.

Our boys don’t get any satisfaction from killing, unlike the beasts which are loyal to Assad.
We are the young, and we need to rebel and fight in order to achieve any decent future. We love our people, no matter their race or faith; we would never be glad to face one of our brothers.

All these inactive governments are allowing Iran, Russia and Hezbollah to interfere with the destiny of our beloved country. The forces from these countries are taking part in the killing of our people; they’re driving us out of our homes and lands, with no one offering us some shelter or helping us to defend.

Wa-llahi, I swear, I’ve seen them with my eyes.
Fully-armed Iranian soldiers were blocking the streets in my quarter just to allow a wooden coffin to pass… One of those apt to carry corpses, but God only knows what was inside of it. No one had the courage to ask, no one even got close.
Their big guns were pointed to the standing people, in the wait for the odd procession to end.

How can I be sure that they were Iranian? The reason is simple: their look proved their identity.
They had long beards, which are always forbidden to Syrian soldiers. Their clothes were all-black, head to feet. The weapons in their hands were different from those Assad’s men usually face us with. Lastly, these soldiers kept silent for all the time, something very unusual for the shabbiha and the other beasts serving this government, the latter never sparing their shouts, swearing and insults against us.

The Iranians are free to kill our brothers and contribute to the destruction of our country, while rebels are not even allowed to speak out their dissent. They’re not given the right to choose their destiny, to seek their own happiness.

Wa-llahi, wa-llahi, wa-llahi, I swear on what’s dearest to me in the world: our revolution must win, even if it’s going to take forever.
Even if grimmer and more sorrowful days are to come. Our struggle will go on, because if we don’t succeed in stopping Bashar al-Kalb (the dog), he will keep committing his crimes and misdeeds.

We must do that, we have no other choice.
We’re fighting to defend our dignity and to achieve a bit of freedom. We’re fighting those who perpetuate injustice, those who’ve been filling a place that doesn’t belong to them for years.

I wish I could also tell you about me, about my family and my life in general.
It is very risky, but I’ll try that soon.

Don’t you worry, I’ll be back with news.
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa Contrassegnato da tag

بشار الكلب

صباح الخير يا سوريا، هذه صرختي!

مرة ثانية مرحبا أصقائي، أعود لأكتب لكم عن مسألة مهمة جدا ألا وهي تسليح الجيش الحر: الكل يرفض تسليح الجيش الحر الذي يحمي ويصون الأعراض وحجتهم في ذلك الخوف من الحرب الأهلية لكنهم يعرفون حقّ المعرفة ويدركون تمام الادراك باننا لسنا من هواة الحروب ولايمكننا أن نصل الى أن نقتل بعضنا البعض.

ويقبلون تدخل ايران وروسيا وحزب الله علىارض بلدنا الحبيب يشاركون في قتلنا وتشريدنا من ديارنا، دون أن نملك الحقّ في الدفاع عن أنفسنا.

أجل فوالله رأيتهم بعيني مسلحين ايرانيين قطعوا احدى الطرق في مدينتي الغالية لينقلوا صندوقا خشبيا توضع فيه عادة الأموات (والله هو الوحيد) الذي يعلم ماذا كان يوجد في الصنوق، كانوا مصوبين أسلحتهم الغريبة على البشر… ربما تسألون كيف عرفت أنهم ايرانيون؟ سأجيبكم: أشكالهم دلّت عليهم ؛ ذقونهم الطويلة والممنوعة في صفوف جيشنا وملابسهم السوداء القاتمة من رأسهم حتى قدمهم وأسلحتهم التي لم نعهدها من قبل وعدم تكلمهم مع أحد، كلّ ذلك يؤكد أنهم غرباء وليسوا منّا. فجيشنا وشبيحتنا وفي مثل هذه المواقف يتكلمون ويشتمون.

الايرانيون حلال لهم ان يقتلوا أطفالنا وأن يشاركوا في تدميرنا، وحرام على أحرار بلدنا الدفاع عن أنفسهم وعن أعراضهم وممتلاكتهم، لكن نقسم (والله الواحد الأحد) ثورتنا ستنتصر مهما طال الزمن ومهما قست الأيام، ومهما طغى بشار الأسد وأعوانه وكلّ من يساعده، وما ذاك الا لأننا أصحاب حقّ ندافع عن حريتنا وكرامتنا، وهم يدافعون عن باطل وعن كرسيّ سرق بالغدر وبتغيير القوانين خلال خمس دقائق.

آسفة للاطالة، الى اللقاء.
صديقتكم عليا

di Redazione Good Morning Syria Inviato su عليا Contrassegnato da tag

La fiamma della speranza brucia ancora nei nostri cuori

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Amici, anche in queste belle giornate primaverili il mio cuore è carico di tristezza. Dovrei essere fuori a vivere la mia splendida età, invece mi trovo rinchiusa in una stanza buia e polverosa a piangere e pregare che tutto questo abbia fine al più presto.

Ciò che mi addolora maggiormente è che ogni giorno, alle 6 di sera, la vita nelle strade si ferma improvvisamente, come se fosse proibito uscire di casa e camminare per la città. Tranne qualche macchina che corre veloce per giungere a casa il prima possibile, le vie sono completamente deserte.
La paura di essere colpiti dai proiettili vaganti, sparati dall’esercito, è grande. Ovunque si sentono scoppiare forti petardi con il solo scopo di terrorizzare la popolazione. Si spara li-irhab al-bashar wa-l-attahyr wa-l-hajar: per terrorizzare la gente, le colombe, i sassi.

All’alba invece le nostre strade si infestano di soldati armati fino ai denti che avanzano per i quartieri scandendo il maledetto grido allah, suriyya, bashar, wa-bas! (“Dio, Siria, Bashar e basta!”).
Chi ha da ridire rischia la vita.

In questo modo, cari amici, trascorrono le giornate da quando questa sanguinosa guerra ha avuto inizio, ma nessuno fuori dalla Siria sembra intenzionato ad ascoltare le nostre grida.
Nonostante le tragedie e gli scarsi aiuti, la fiamma della nostra speranza è ancora vivida ed a tenerla accesa siamo proprio noi: i giovani di questo paese. Siamo noi la vera fonte di questa luce. Ragazzi e ragazze, uniti senza distinzione di etnia e fede, per liberare l’amata Siria dalla sanguinosa tirannia.
Ciò dà la forza anche agli altri di avanzare dritti per la strada intrapresa, quella che alla fine porterà all’agognata libertà di tutto il popolo!

I nostri cuori sono forti e generosi e, nonostante la crudeltà della situazione, a volte mi sorprendo nello scoprire che anche il mio può ancora riempirsi di gioia e di speranza.
La fiamma di questa speranza è alimentata dalla notizia che molti ragazzi della nostra terra hanno deciso di sposare le ragazze violentate dalle bestie del regime. Noi rispondiamo con l’amore a questa violenza inaudita.
Nella nostra società, tradizionalista e conservatrice, le ragazze vittime di abusi sono condannate a vivere sole nel loro dolore e nella loro vergogna, come se si fossero macchiate di qualche colpa. Nella tragedia, tutto il popolo siriano si sta unendo per abbattere la tirannia della famiglia al potere, anche se il clan degli Assad tenta di rafforzare la divisione in gruppi e fazioni.

hayat! hayat! Non ci riusciranno mai!

Amici arrivederci. Vi devo lasciare perché il rumore degli scoppi sta diventando assordante e sono troppo spaventata per continuare a scrivere.

Ma non temete per me, vi darò ancora mie notizie.
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

The flame of hope is still burning in our hearts

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Good morning Syria! This is my cry!

My friends, even in these spring days my heart is filled with sadness. I should be out right now, living the wonderful days of my age; instead I’m forced here, in a dark and dusty room, crying and praying that all this end soon.

What saddens me the most is to see how life in the streets can abruptly stop every day, at about 6 in the evening, as though we weren’t allowed to leave our homes and have a walk around. Apart for a few running cars trying to get to their homes as fast as possible, streets really look deserted.
There’s much fear of being hit by stray bullets shot by the army, while blasts of firecrackers – whose only aim is frightening people – can be heard everywhere. They’re shooting li-irhab al-bashar wa-l-attahyr wa-l-hajar: to scare people, birds, rocks.

At dawn, our streets are haunted by fully-equipped soldiers roaming throughout the city quarters, reciting their damn motto: allah, suriyya, bashar, wa-bas! (“God, Syria, Bashar, and no more!”).
Anyone opposing to this risks their life.

It is this way, dear friends, that our days has passed ever since this bloody war started, but no one outside the country seems to be listening to our cries.
Despite all the tragedies and the lack of help, the flame of hope is still burning brightly, and we are the ones keeping it alive: we the youth of the country. We are the true source of such a light. Boys and girls together, with no racial or religious distinctions, all one to free beloved Syria from a bloody tyranny.
This also helps strengthening the others, and enables them to proceed along the set path, the one leading to the long-awaited freedom of the entire people.

Our hearts are healthy and generous, and sometimes I am surprised at mine’s ability to still receive joy and hope.
The flame of hope, in my case, is still burning thanks to good news, such as knowing that many young men choose to marry the girls who were raped by the beasts of this regime. To such unbelievable violence, we’re replying with love.
In our society, traditionalist and conservative in itself, violated girls are doomed to live sorrowful and shameful lives, as though they were the ones doing wrong. Within this tradegy, all the Syrian people are uniting in order to bring the tyranny down, even though the Assad’s clan is trying to foster division into groups and factions.

hayat! hayat! They won’t succeed!

Goodbye, my friends. I need to stop now: the blasts’ noise is getting deafening and I’m too scared to keep on writing.

But don’t worry, I’ll be back with news.
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

تحرق شعلة الأمل في قلوبنا أيضا

صباح الخير يا سوريا، هذه صرختي!

مايؤلم القلب أكثر وأكثر أنه وفي حدود السادسة مساء وكلّ يوم وفي أيام الربيع الجميلة هذه تكاد تقف الحياة في الشوارع وكأنه فرض علينا منع تجول ومنع خروج، تكاد الشوارع تخلو الاّ من بعض السيارات والتي تمضي بسرعة خوفا من اطلاق النار والقنابل الصوتية التي تطلقها الحواجز الأمنية كلّ مساء وكأنهم اعتادوا على اطلاقها لارهاب البشر والطير والحجر، أمّا في الصباح الباكر فتتجول سياراتهم المحملة بالجنود والأسلحة المتطورة في المناطق المأهولة وهتافاتهم تملأ السماء (الله، سوريا، بشا، وبس) ومن يحاول الوقوف والنظر اليهم فالموت مصيره.

وهكذا أصدقائي الغوالي هي أيامنا والتي نمضيها بين الخوف والترقب.
أصدقائي: نسيت أن أخبركم أنه وبالرغم من كلّ هذه المآسي واللآلام التي نعيش فيها يشع ضوء خفيف من الأمل مصدره جيلنا من الشباب والصبايا الذين قرروا المضي في طريقهم لتحرير بلدنا من هذا الاحتلال القاسي، ليس هذا فحسب بل مما يثلج الصدر وجود بعض الشباب الذين يتزوجون من الصبايا اللّواتي اغتصبن وتمّ الاعتداء عليهن بالرغم من أن هذا الزواج في مجتمعنا المحافظ كان ينظر اليه بشئ من الحذر يشبه المنع ولم يكن أمرا مقبولا على الاطلاق، وهذا ما أسعدني لأنه يدلّ على أن الاحساس بالمصيبة أصبح يجمع الكلّ ويؤلف بين الشعب على الرغم من محاولات النظام الفاشلة لتفريق الشعب السوري وتمزيقه طائفيا هيهات هيهات.

أصدقائي الى اللقاء أترككم الآن لأن أصوات الرصاص تملأ الدنيا والقنابل الصوتية تخيفني ولم أعد املك القدرة على الكتابة.
صديقتكم عليا

di Redazione Good Morning Syria Inviato su عليا