I bambini di domani

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Vorrete sapere un po’ di me immagino. Al momento sto preparando un esame, la sessione di giugno è alle porte.
Fino a non molto tempo fa riuscivo a studiare in un clima di tranquillità e spensieratezza. Passavo la notte sveglia sui libri e le giornate a ripetere con i miei compagni.
Ora invece la paura mi accompagna ovunque: per strada, in casa, all’università, nelle aule di studio. Le case sono diventate un bersaglio, in ogni momento, degli shabbiha, le milizie governative. Allo stesso modo lo sono diventate le università, le biblioteche e le scuole che dovrebbero essere luoghi rispettati da tutti.
Purtroppo questi istituti sono diventati il luogo principale dove arrestare ragazzi e ragazze.
In questo periodo gli esami delle scuole elementari, medie e superiori sono già iniziati, ma questo non li ha fermati. Sono entrati in alcune scuole ed hanno catturato molti bambini.

Riuscite a immaginare un solo motivo per trattenere un bambino innocente di appena dieci anni?
E l’hanno fatto solo perché i loro padri partecipavano alle manifestazioni.

Se gli shabbiha non riescono a scovare i padri si ritorcono sui loro figli, le loro mogli o le loro madri, sapendo che un uomo non è in grado di abbandonare un pezzo del suo cuore ad un triste destino. Piuttosto è pronto a morire.
Questo metodo cari amici è diventato l’arma più dolorosa usata da queste bestie. Ciò nonostante, gli stessi bambini catturati, una volta liberati, sono i primi a scendere in strada per manifestare. Le loro grida danno fastidio al regime ancor più delle manifestazioni degli adulti.

Riescono a uccidere gli uomini ma non riescono a uccidere i figli.
E questi bambini cresceranno, e con loro l’amore per la libertà e la dignità. Si rifiutano di pensare ad un futuro sotto le grinfie di una tirannia.
Ho sentito con le mie stesse orecchie un bambino dire, con tutta la sua innocenza: “se io mi arrendo oggi, domani sarò governato da suo figlio” (in istaslamtu ana al-yawm fa-sa-yahkumu-ni ibn-hu ghadan).
Io mi aspetto il meglio per i nostri bambini!

Non temete per me, vi darò ancora mie notizie.
‘Aliaa

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di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

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