I giovani di Aleppo

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Spero siate a conoscenza degli ultimi avvenimenti che il nostro popolo martoriato sta vivendo.
Non riesco a scrivere molto ultimamente. La paura è grande ed è diventato sempre più difficile riuscire ad andare avanti.

Oggi ho deciso di raccontare una storia che forse voi gradirete, ma che a me risulta molto dolorosa.
All’inizio delle rivolte, il governo non avrebbe mai pensato che Aleppo – la seconda città del paese – si sarebbe sollevata contro questa dittatura. Secondo loro, i suoi abitanti non avrebbero condiviso le grida dei loro fratelli sparsi nelle altre zone del paese.

Si sbagliavano di grosso!

Il vulcano si è risvegliato e tutti i giovani di questa città si sono mossi. Non era possibile restare in silenzio nel momento in cui, nel resto del paese, dei loro coetanei venivano perseguitati ed uccisi ingiustamente. La gente di Aleppo ha rifiutato di continuare a subire passivamente e ha cominciato a ribellarsi anche a costo della propria vita.

La risposta di Assad alle proteste degli studenti dell’università è arrivata, dura e spietata come al solito.
Una sera le forze governative hanno fatto irruzione nella residenza universitaria svegliando chi già stava dormendo e costringendo tutti ad uscire. Alcuni ragazzi hanno preferito gettarsi dalle finestre delle loro stanze piuttosto che cadere nelle mani di questi criminali, certi che altrimenti sarebbero andati incontro ad ogni tipo di abusi e torture.

Quattro giovani universitari hanno perso la vita.

L’ostilità tra popolazione e governo aumenta di giorno in giorno, specialmente tra i giovani. Hanno chiuso le università e bloccato le attività di studio, nonostante si stia avvicinando il periodo degli esami. Al regime non interessa il nostro futuro. Non interessa se le nostre università restano chiuse.
La sola cosa che gli preme è di conservare i loro privilegi, anche se ciò comportasse lo sterminio dell’intero popolo siriano.

Ma abbiamo ancora un barlume di speranza.
Alcuni amici, studenti all’università di Aleppo, mi hanno detto che un gruppo di professori sta continuando a tenere delle lezioni – in gran segreto – fuori dai cancelli dell’università, sperando che presto il rettore permetta loro di tornare nelle loro aule.

Da studentessa, a sentire queste notizie, il mio cuore si colma di sogni e torna a battere nella speranza di un futuro migliore. Corre veloce, perché è nell’età in cui arde il desiderio, la curiosità e l’ambizione. Purtroppo, però, è ancora tenuto in gabbia da un governo dittatoriale che esercita solo distruzione e morte.

Insieme, io e i miei compagni abbiamo giurato di continuare nella nostra lotta per la conquista dei nostri diritti e della libertà. Desideriamo una vita libera e felice, come realmente meritiamo, arricchita dalla cultura e da nuove conoscenze.
È compito nostro costruire un futuro migliore per il paese. E se la sorte ci sarà avversa, almeno avremo cercato di cambiare le cose.

In questo momento il mio pensiero vola verso i compagni di Aleppo, che ogni giorno continuano a rischiare la loro vita per difendere la cultura e la tradizione di tutto il popolo siriano.

Voi non temete, vi darò ancora mie notizie.
‘Aliaa

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di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa Contrassegnato da tag

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