A lezione di Buone Maniere

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Ciao cari amici.

Nei giorni scorsi sono andata a fare un giro in campagna, volevo vedere in che condizioni era ridotta la nostra casetta fuori città.
Arrivarci è stata un’impresa, ho trovato posti di blocco praticamente ovunque.
I soldati fermavano ogni automobile in entrata ed in uscita dalla città. Controllavano minuziosamente tutte le vetture ed i passeggeri, umiliandoli anche solo per aver provato a chiedere spiegazioni o a rivolgere una domanda.

È stata una nuova, triste sorpresa, nonostante mi renda conto che non ci si possa più stupire di niente.
Sono arrivata a casa dopo aver superato con grande fatica una ventina di controlli, e appena varcato il cancello mi si è gelato il sangue.

Mi sono trovata di fronte un gruppo di soldati che provavano a forzare il portone per introdursi in casa mia! Volevo urlare ma, non so come, sono riuscita a mantenere un’aria apparentemente calma, mentre il battito del mio cuore impazziva. Sono riuscita a fermarli offrendomi di aprir loro la porta senza che dovessero sfondarla e li ho invitati ad entrare. Uno di loro, sicuramente il più alto in grado, dopo aver ordinato con un rapido gesto al gruppo di aspettare, mi ha seguita dentro.

Gli ho mostrato l’abitazione aprendo ogni stanza della casa. Volevo fargli vedere in che condizioni era stata ridotta da alcuni suoi compagni militari dopo una precedente irruzione. Quale poteva essere il motivo per ridurla in quello stato, se non un perfido gioco fatto tanto per passare il tempo. Con le lacrime agli occhi ho chiesto a quell’ufficiale chi ci avrebbe risarcito per tutti quei danni. Dopo un imbarazzante silenzio, ha affrontato il mio sguardo colmo di rabbia quasi per offrirmi le sue scuse e mi ha risposto: “allah yu‘ti-ki kulla shay’ ” (“Dio ti renderà tutto”).

Non mi sono spazientita, ma ho offerto a lui e agli altri soldati un po’ di tè caldo per ristorarli. Volevo mostrare loro cos’è la gentilezza, l’umanità fra le persone, valori che da sempre caratterizzano il popolo siriano. Hanno apprezzato il tè, ma non credo abbiano imparato la lezione. Come bestie, sono ostinatamente convinti che il popolo sia la loro preda e che contro di esso sia lecito usare violenza e crudeltà.

Non temete, vi darò ancora mie notizie.

A presto,
‘Aliaa


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di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

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