Quale futuro per i Figli della Siria?

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Ieri una cara amica di famiglia, preoccupata per l’aggravarsi della situazione nella nostra terra martoriata, è tornata dal suo paese adottivo per stare vicina ai suoi cari ed a tutto il popolo in questi giorni tragici.

L’ho sentita subito molto scossa dal viaggio. Pur di portare degli aiuti in Siria ha messo a repentaglio la sua stessa vita. Questo ci ha lasciato insonni per lunghe notti, ma, grazie a Dio, è riuscita a superare tutti i controlli.

Alla vista del desolato aeroporto i suoi occhi si sono riempiti di lacrime. Non l’aveva mai visto tanto vuoto, così pieno di tristezza. Nessuno in giro, nessuna corsa e nessuna fretta. Ha trovato solo qualche operaio e dei poveri mendicanti speranzosi di ricevere una mancia per riuscire a tirare avanti.

Nonostante fosse ben conscia dei rischi che correva, in questi giorni è voluta uscire per vedere con i suoi occhi che situazione stiamo passando. Anche secondo lei ogni cosa è cambiata, profondamente.
Io lo sapevo già. È più di un anno che paghiamo con il nostro sangue per questi difficili cambiamenti.

Per lei in visita è stato un duro colpo. Io, purtroppo, ci convivo ogni giorno.
Entrambe però piangiamo il bel paese che vive ormai solo nei nostri ricordi.

La povertà sta aumentando giorno dopo giorno e la disoccupazione è in continua crescita. La nostra economia è immobile. Quello che conta per il governo è solo uccidere, ed il benessere della popolazione certo non interessa. È rimasta sbalordita da come i prezzi dei beni di prima necessità siano saliti alle stelle dall’ultima volta che era stata al mercato.

Ma oltre a privarci del quotidiano, ci minano il domani.
Ai nostri bambini non vengono più assicurati i diritti fondamentali per vivere una vita dignitosa. Anche se si salvano dalla morte, dagli attacchi dell’esercito, quale possibilità hanno di riuscire a passare una gioventù tranquilla, serena? I genitori provano a difenderli in ogni modo dai tanti pericoli che minacciano le nostre strade in questi tristi giorni, ma l’unico modo è tenerli rinchiusi in casa. Nessuno ha più il coraggio di farli uscire a giocare con gli amici. È rischioso anche andare a fare delle piccole passeggiate. Non c’è più sicurezza nei quartieri.

Le apprensioni, naturalmente, aumentano quando si tratta di bambine o ragazze.
Come me, come le mie sorelle.

Dio solo sa quanta violenza usano certe washed (bestie) contro di noi, figlie della Siria amata.
Ma per l’esercito tutto questo è diventato normale. Hanno ormai stravolto le leggi del Cielo che proibivano di far male ai ragazzi e alle ragazze.

Purtroppo, la terra che la mia amica ricordava con amore è scomparsa, forse per sempre.
Ma voi non temete, vi darò ancora mie notizie.

A presto,
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

What future for the Children of Syria?

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Good morning Syria! This is my cry!

Yesterday a dear friend of our family – worried about the situation of our tormented land – came from her adoptive village back to Syria to be near to her relatives and to the people in these tragic days.

I could sense at once that she had been very disturbed by her trip.
She had gone as far as to risk her life in order to bring some help to Syria. We was sleepless for nights, but – thank God – she managed to get through all the checks.

Her eyes had filled up with tears seeing the airport’s desolation. She had never seen it that bare, that dreary.
No one going around, no running, no rushing. She could find only some workers and some poor men begging for a tip to live on.

Despite realizing all the risks she’s been taking, she has wished to see first-hand the state of things these days.
She agrees with us that everything has changed, deeply changed.
I knew that already. It’s more than a year now that we’ve been paying such changes with our blood.

She received a hard blow from only visiting the country, while I’ve got to live with all this every day.
But we both cry for that nice country that now exists only in our dreams.

Poverty is spreading day after day, and unemployment is ever increasing. Our economy has come to a halt. Killing people is what only matters to this government, the well-being of citizens being the least of its concerns.
She was shocked at the increase in prices of basic goods, compared to when she had gone to the market last.

And in addition to depriving us of the necessary, they’re spoiling our future.
Our children are not guaranteed fundamental rights anymore, those needed to live any decent life. And even if they manage to escape death and the aggressions from the army, what is their chance of living any simple, peaceful life? Their parents are trying their best to protect them from the many dangers lying in the streets in these sorrowful days, but the only way to do that is confining them at home. No one has the courage to let them out to play with their friends anymore. Even having some brief walks can be dangerous. Streets are no longer a safe place.

Apprehension, obviously, raises as far as girls or young women are concerned.
Girls like me, or like my sisters.

God only knows how much violence some washed (beasts) have been using on us, the daughters of beloved Syria.
And for the army all this has become the normality. They twisted the laws of Heavens, the ones forbidding the hurting of boys and girls.

Sadly, the land that my friend remembered has now gone, and perhaps forever.
But don’t you worry, I’ll be back with news.

You’ll hear from me soon,
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

المستقبل الذي ينتظر شباب سوريا

صباح الخير سوريا، هذه صرختي!

جاءت صديقة لزيارتنا من بلاد الغربة، حدثتنا عن رحلتها الطويلة وعن التعب الذي لاقته خلال سفرها، وصلت الى المطار، بكت لأن المطار الدمشقي كان بالنسبة لها مهجورا، يخيم عليه الحزن، لاأحد فيه بعد أن كان يعج بالزوار والمسافرين والقادمين اليه من كلّ انحاء العالم، وجدت فيه فقط العمال المساكين والذين يحلمون بمساعدات قليلة، حديثها آلمنا جميعا.

تجولت صديقتي في بعض الأسواق وجدت أن الأسعار تصل الى السماء، تغير كلّ شئ وطبعا نحن من يعاني من هذه التغيرات القاسية.

فالفقر يزداد يوما بعد يوم، والبطالة ترتفع الى أعلى مستوياتها، يحرم الأطفال حتى من أبسط حقوقهم وأعتقد أنهم (الأطفال) من يدفعون الثمن الباهظ والضريبة القاسية  فان نجوا من الموت والقتل فهم يحرمون من حقّ العيش بهدوء وسكينة، وان حاول الأهل تأمينهم ودفع الخطر عنهم فهم محرمون من اللّعب والخروج في رحلات مع أصدقائهم  لأنه لم يعد في بلدنا الغالي لاأمن ولاآمان والأهل يخافون أشد الخوف على أولادهم وخصوصا بناتهم، فهذا الخوف بالنسبة للاناث يزداد دائما وماذاك الا لأن الاغتصاب من قبل هؤلاء (الحيوانات) (الجيش) صار أمرا عاديا بالنسبة لهم متجاهلين كلّ الأعراف والتقاليد وحتى كلّ الشرائع السماوية التي تحرّم الاغتصاب والأعتداء على أعراض البشر.

صديقتكم عليا

di Redazione Good Morning Syria Inviato su عليا

A lezione di Buone Maniere

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Ciao cari amici.

Nei giorni scorsi sono andata a fare un giro in campagna, volevo vedere in che condizioni era ridotta la nostra casetta fuori città.
Arrivarci è stata un’impresa, ho trovato posti di blocco praticamente ovunque.
I soldati fermavano ogni automobile in entrata ed in uscita dalla città. Controllavano minuziosamente tutte le vetture ed i passeggeri, umiliandoli anche solo per aver provato a chiedere spiegazioni o a rivolgere una domanda.

È stata una nuova, triste sorpresa, nonostante mi renda conto che non ci si possa più stupire di niente.
Sono arrivata a casa dopo aver superato con grande fatica una ventina di controlli, e appena varcato il cancello mi si è gelato il sangue.

Mi sono trovata di fronte un gruppo di soldati che provavano a forzare il portone per introdursi in casa mia! Volevo urlare ma, non so come, sono riuscita a mantenere un’aria apparentemente calma, mentre il battito del mio cuore impazziva. Sono riuscita a fermarli offrendomi di aprir loro la porta senza che dovessero sfondarla e li ho invitati ad entrare. Uno di loro, sicuramente il più alto in grado, dopo aver ordinato con un rapido gesto al gruppo di aspettare, mi ha seguita dentro.

Gli ho mostrato l’abitazione aprendo ogni stanza della casa. Volevo fargli vedere in che condizioni era stata ridotta da alcuni suoi compagni militari dopo una precedente irruzione. Quale poteva essere il motivo per ridurla in quello stato, se non un perfido gioco fatto tanto per passare il tempo. Con le lacrime agli occhi ho chiesto a quell’ufficiale chi ci avrebbe risarcito per tutti quei danni. Dopo un imbarazzante silenzio, ha affrontato il mio sguardo colmo di rabbia quasi per offrirmi le sue scuse e mi ha risposto: “allah yu‘ti-ki kulla shay’ ” (“Dio ti renderà tutto”).

Non mi sono spazientita, ma ho offerto a lui e agli altri soldati un po’ di tè caldo per ristorarli. Volevo mostrare loro cos’è la gentilezza, l’umanità fra le persone, valori che da sempre caratterizzano il popolo siriano. Hanno apprezzato il tè, ma non credo abbiano imparato la lezione. Come bestie, sono ostinatamente convinti che il popolo sia la loro preda e che contro di esso sia lecito usare violenza e crudeltà.

Non temete, vi darò ancora mie notizie.

A presto,
‘Aliaa


di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

A lesson in Good Manners

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Good morning Syria! This is my cry!

Hi, dear friends.

A few days ago I went to the countryside. I wanted to check a little house of ours we’ve got there.
It was hard getting there, roadblocks were nearly everywhere. Soldiers were halting cars entering or leaving the city. They inspected each car and passenger, humiliating them even for just trying to ask for explanations.

That was a new, sad surprise for me, though I know that by now there shouldn’t be much to be surprised at.
I finally arrived at the house, after overcoming with difficulty about twenty such inspections. But as soon as I went past the gate, my blood ran cold.

A group of soldiers stood in front of me, trying to break the door to get into my house! I wanted to shout, but managed to look calm instead, with my heart beating furiously. Don’t ask me how I could do that.
I had them stop by opening the door myself, so that they don’t break it, and invited them to get in. One of them – certainly the highest ranked – followed me inside, and ordered to the rest of the group with a move of his hand that they wait out.

I started showing him the house, opening each door. My wish was that he could see the awful conditions that a former raid of his army friends had plunged the house into.
For what reason could have they done that, if not to spend some time on some cruel game of theirs? With tears in my eyes, I asked the officer who was going to compensate us for all those losses. After some uneasy silence, he looked at my angry face as though he was to offer me his excuses, and replied: “allah yu‘ti-ki kull shay’ ” (“God will give you everything back”).

I didn’t lose my temper. Instead, I offered him and his soldiers some warm tea to drink. I wanted to show them what kindness means, what humanity among people means. Values, these, that have always belonged to the Syrian people.
They liked the tea, but I don’t think they learned any lesson. They’re behaving like beasts, thinking that common people are their preys and that using violence and cruelty against them is only but legitimate.

But don’t worry, I’ll be back again.

You’ll hear from me soon,
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

درس مؤدِّب

صباح الخير سوريا، هذه صرختي!

اليوم ذهبت لأرى بيتنا الريفي، كانت مفاجأة كبرى عندما وجدت أفرادا كثيرة من الجيش قد انتشرت في كلّ الشوارع توقف القادم والمغادر، تفتيش على السيارت، اهانات، كلمات بذيئة لكل من يحاول حتى ولو مجرد سؤال.

فتحت لهم باب بيتنا المتواضع، دخل واحد منهم فتّش كل البيت  رأى الدمار الذي خلّفه فريق آخر من الجيش في مرة سابقة دون أن يقدم لي ولو فكرة بسيطة للتعويض عن الخسائر التي تركوها في البيت، ومع ذلك قدمت له و لجنوده الشاي الساخن آملة أن يتعلموا شيئا من اللطف والتعامل الجيد مع البشر لكن هيهات فهم يظنون أن الشعب هو عدوهم ويجب عليهم أن يتعاملوا معه بالقسوة والوحشية.

عليا

di Redazione Good Morning Syria Inviato su عليا

La terra macchiata di sangue

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Buongiorno Siria! Questo è il mio grido!

Ciao cari amici.
Sono mancata per un po’, vi chiedo scusa.

Le condizioni qui sono sempre difficili e ciò comporta lunghe e sempre più frequenti interruzioni nelle comunicazioni. Non mi è stato possibile scrivere, ma i problemi tecnici e le avversità non sono l’unica ragione.

Ho passato un periodo drammatico ultimamente.
La situazione che viviamo nella nostra amata patria è ormai impossibile, voi lo sapete, ma devo trovare il coraggio per raccontarvi di quest’ultima tragedia.

Pochi giorni fa, un mio caro parente è stato prelevato dalla sua casa davanti agli occhi della moglie inerme e dei figli ancora piccoli.
Non abbiamo avuto sue notizie per tre giorni, fino a quando non ci hanno restituito il suo freddo cadavere.
Un’altra vita sulla loro coscienza, e con questa il triste destino di una giovane moglie e di due bambini orfani. Dio solo sa come faranno ad andare avanti ora che non hanno più nessuno al mondo!

Sono andata a trovarla ieri.
Il nero della tragedia copriva tutto in quella casa. I suoi vestiti, i suoi bambini, le facce dei parenti. Il suo volto bagnato dalle lacrime.

Ho pensato ed ho pianto.
Non ho trovato parole per esprimerle il mio dolore, la mia tristezza, la mia vicinanza a quella tragedia. Ma cosa si può dire davanti allo strazio e alla disperazione?

L’odore della morte era diffuso ovunque, eppure lui era già stato seppellito.
Così è stata stracciata la pagina di una giovane vita che non aveva raggiunto neanche i quarant’anni. Io non sono riuscita a vederlo, ma mi hanno detto cosa gli avevano fatto. Gli avevano strappato un occhio ed il motivo, Dio solo lo sa, è che questo regime traffica anche gli organi delle vittime che miete.
Questo mi è stato confermato da molti che hanno perso i propri cari.

Non temete, vi darò ancora mie notizie.
A presto,
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa

The blood-stained land

sabaha al-khayr, ya suriyya! hadhihi sarhati!
Good morning Syria! This is my cry!

Hi, dear friends.
I was away for a while and I’m sorry for that.

Things here are as hard as always, and communications are going down ever more often. I’ve not been able to write, but technical difficulties and adversities are not the only reason for that.

I had to endure some drammatic time lately.
As you know, the situation we’re to cope with in our beloved country has become unbearable to us, but I must try and find the courage to tell you about this new tragedy.

Some days ago, a dear relative of mine was abducted from his house in front of his defenseless wife and his still-young children.
There were no news of him for three days, then his cold corpse was returned.
Another life upon their conscience, together with the gloomy destiny of a young wife and her two orphan children. God only knows how they can keep going on, now that they’ve got no-one in the world!

I was at her place yesterday.
The dark of tragedy covered everything in that house. Her clothes, her children, her parents’ faces. Her tear-wet face.

I thought, then I cried.
I couldn’t find the words to express my sorrow, my sadness, my wish to be near to her in that tragedy. But what can you say when you’re faced with grief and desperation?

The smell of death permeated everything, though he had been buried already.
It was thus that a young life’s page had been torn apart, one not having even reached its fourties. I had no chance of seeing him, but they told me what he had been done. One of his eyes had been snatched, and the reason for doing that – God only knows it – is that the regime is trading the organs of those very victims it makes.
I’ve had confirmations of this by many who lost their dear ones.

But don’t worry, I’ll be back with news.

You’ll hear from me soon,
‘Aliaa

di Redazione Good Morning Syria Inviato su 'Aliaa